Visualizzazione post con etichetta Read. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Read. Mostra tutti i post

giovedì, ottobre 25, 2012

Se niente importa non c'e' niente da salvare

Consiglio una lettura forte, vera e che fa riflettere come uno schiaffo in faccia, uno di quelli che fanno male a lungo, ma che se non l'avessimo preso chissa' chi e dove saremmo oggi.

il libro e' questo:



il commento di copertina recita:

_Jonathan Safran Foer ci propone una riflessione sul cibo partendo dal ricordo personale di sua nonna, dalla forza che durante la guerra la spinse a rifiutare della carne di maiale che l'avrebbe tenuta in vita, perche' non era cibo kosher, e "se niente importa non c'e' niente da salvare".
Il cibo per lei non era solo cibo, ma "terrore,dignita', gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e ovviamente, amore".
Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia ad interrogarsi su cosa sia la carne, perche' nutrire un figlio e' ancora piu' importante che nutrire se stessi.
Cosi nasce questo libro, frutto di un'indagine durata quasi tre anni, che e' insieme racconto, inchiesta e testimonianza e che invita tutti alla riflessione, indicando nel dolore degli animali -e sopratutto nella nostra sensibilita' verso chi e' "inerme" e "senza voce"- il discrimine fra umano e inumano, fra chi accetta senza battere ciglia le condizioni imposte dall'allevamento industriale e chi le mette in discussione._




Io ho scelto di metterlo in discussione, in realta' non credo di aver avuto scelta, una volta che si ha il coraggio di aprire gli occhi, interessarsi alla natura di cio' che diamo per scontato come comprare della carne a 3 euro al supermercato, ed indagare gli orrori quotidiani dell'allevamento intensivo, non si ha scelta, chiunque continuasse a comprare prodotti industriali, (e non dico carne in generale ma quella carne, quella incartata per bene con la data di scadenza in vista e il prezzo basso) dovrebbe -essere senza cuore o senza raziocinio-


Read with love
V.
























mercoledì, ottobre 12, 2011

Londra Babilonia

Oggi voglio consigliarvi un libro, che ho letto recentemente e che credo possa essere interessante da conoscere..
Si chiama _ Londra Babilonia_ ed e' scritto da Enrico Franceschini, corrispondente della Repubblica da Londra. Lascio parlare il navigato giornalista, che ha messo per iscritto in una concisa e molto piacevole analisi del quotidiano vissuto da tutti quelli che abitano la capitale inglese.


Franceschini inizia il suo libro confessando che, Londra non l'ha conquistato da subito, la sua bellezza, dice, non ti prende alla gola come Roma, Parigi, New York o la Piazza Rossa di Mosca o Gerusalemme, Londra e' come una cara vecchia amica che e' sempre stata li, che ti fa stare bene, poi un giorno guardandola ti accorgi: ma questa, e' la donna della mia vita, e' lei quella che ho sempre cercato e sempre amato, il grande amore della mia vita. Da lei ti sei allontanato, poi riavvicinato, poi ci hai ripensato e sei andato via di nuovo, ma lei piano ti e' entrata nella pelle per non uscirne più.


questo e' cosa ha deciso lo scrittore di riportare dietro la copertina.


C'è tutto quello che vuoi, a Londra, eppure non sembra mai troppo.
Il mio giornalaio è pakistano, il mio lavasecco è persiano, il mio medico di famiglia è italiano, il dentista è brasiliano, il veterinario è spagnolo, l'imbianchino è polacco, l'elettricista serbo, il fruttivendolo indiano, il meccanico dell'auto è bulgaro, la domestica lettone, il portinaio sudafricano, il parcheggiatore libanese, il custode della scuola di mio figlio è israeliano, l'impiegata della banca che mi sorride sempre è del Bangladesh, il barista che mi fa il cappuccino è ungherese, il mio barbiere è una francese, il commesso del noleggio di dvd è turco, il tecnico del computer è russo e il mio tassista di fiducia è dello Sri Lanka. Mi fermo, ma potrei continuare per un pezzo: vivo a Londra da oltre sette anni e a volte mi domando dove sono gli inglesi. 8 milioni di abitanti, 3 milioni di stranieri, 130 mila italiani, 300 lingue, 183 sinagoghe, 130 moschee, 13.000 ristoranti, 6.000 pub, 600 cinema, 400 teatri, 300 nightclub, 150 casinò, 18.000 taxi, 275 stazioni del metrò, 649 linee di autobus, 8 stazioni ferroviarie, 5 aeroporti, 5 squadre di calcio della Premier League, tutte le religioni della terra, 1 regina, 2 eredi al trono, una nuova principessa, Londra Babilonia...

Io personalmente l'ho trovato divertente e molto istruttivo. A volte noi "immigranti" sopratutto se italiani, diventiamo nostalgici e perdiamo di vista il motivo per cui siamo partiti, ed e' bello che qualcuno immigrante ed italiano come noi, ce lo ricordi, raccontandoci una storia d'amore complessa e dalle mille sfaccettature, con gli spirito di chi la città la vive sulla sua pelle, rammaricandosi di quello che succede ad Hackney e compiacendosi di aver scoperto nel Principe Carlo, un uomo inaspettatamente gentile colto e sensibile alla voce delle piante. Un libro facile e felice mi verrebbe da dire, perché infondo ha ragione, a Londra non piove più che a Milano o New York e se proprio dovessimo stancarci di lei, e volessimo concederci una scappatella, a 3 ore di treno c'e' Parigi che ci strizza l'occhio, se ti stanchi di New York a 3 ore di treno c'e' il New Jersey.


love, Valentina

venerdì, settembre 30, 2011

Read, Leggere


Questa sezione del mio blog e' dedicata alle mie letture, e riflessioni su di esse.
Non pretendo di essere un critico letterario, ne' saro' sterile dattilografa di trame e riassunti. La mia intenzione e' quella di condividere la preziosa esperienza della lettura. Da bambina credo di aver letto tutti i libri della collana chiamata "il battello a vapore", li leggevo avidamente e, come di solito accade, diventavo complice del protagonista, vivevo dentro le stanze descritte, immaginavo i luoghi secondo la mia conoscenza delle cose, mi emozionavo a comando dello scrittore. Cosa naturale direte voi, chi legge sa che un libro ci permette di fare questo, viaggiare, vedere, conoscere... Quello che io credo sia straordinario e' come l'esperienza della lettura possa viaggiare in parallelo con la mia vita. Così una parola, una frase letta la sera nel libro sul comodino, può' essere la chiave di lettura che da un senso ad una vicenda della propria vita personale, vissuta in quel dato periodo. Un libro permette non solo di vivere tante storie e vedere molti luoghi altrimenti impossibili da raggiungere, ma aiuta ad essere più attenti a quello che ci succede, rende più svegli e saggi, dona gli strumenti per andare a fondo sul senso della nostra vita. Questo, perlomeno e' quello che accade a me.

 
 
Copyright © An Ordinary Valentina
S+V design